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Saldo IMU 2020

Entro il 16 dicembre 2020 occorre procedere al pagamento del saldo IMU per l’anno corrente. Si ricorda che a partire dall’anno 2020 la Legge di Bilancio ha stabilito l’accorpamento della Tasi con l’Imu, pertanto si dovrà effettuare il pagamento di un’unica imposta, la nuova Imu.

Il Consiglio Comunale ha deliberato, per l'anno 2020, le seguenti aliquote:

  • Abitazioni principali (cat. A/1, A/8 e A/9 e relative pertinenze): 0,60 %
  • Altri fabbricati: 0,91%
  • Aree fabbricabili: 0,91%
  • Fabbricati rurali ad uso strumentali: 0,00%
  • Beni merce: 0,25%

Per fabbricati e aree fabbricabili l’aliquota complessiva IMU 2020 (9,1 per mille) rimane invariata rispetto alla somma delle aliquote IMU + TASI 2019 (7,6 + 1,5 per mille). Unica novità, da quest’anno il Consiglio Comunale ha esentato dal pagamento i fabbricati rurali ad uso strumentale.

Per maggiori informazioni sul tributo: https://www.comune.castelnuovobozzente.co.it/index.php?option=com_content&view=article&id=345&catid=8&Itemid=101

Per il calcolo del saldo IMU è disponibile il seguente calcolatore online: https://www.amministrazionicomunali.it/imu/calcolo_imu.php

Sarà sufficiente inserire il codice catastale del Comune (C220), tipologia e rendita catastale dell’immobile e aliquota IMU 2020 (9,1 per mille). Cliccando su “Aggiungi immobile” verrà visualizzata la riga di calcolo del tributo, in cui potrà essere inserito anche l’importo già versato a titolo di acconto. Procedere in questo modo per tutti gli immobili per i quali si deve effettuare il pagamento; una volta concluso l’inserimento, si potranno inserire i dati anagrafici del pagante (“Inserisci dati anagrafici per F24”) e quindi cliccando su “F24 semplificato” stampare direttamente il modulo F24 per il pagamento.

Per qualsiasi chiarimento, l’Ufficio Tributi è a disposizione.

 

Nuclei familiari aventi residenza anagrafica in immobili o Comuni differenti

Il DL 201/2011 (art. 13 c. 2) stabilisce che “(…) per abitazione principale si intende l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile. La recente sentenza n. 20130 del 24 settembre 2020 della Corte di Cassazione ha stabilito inoltre che, nel caso di coniugi che hanno stabilito la residenza anagrafica e la dimora abituale in due Comuni differenti, nessuna delle due unità immobiliari possa essere considerata abitazione principale: da ciò discende che l’esenzione IMU non possa essere applicata su nessuna delle due abitazioni.

 

Esenzioni IMU 2020 per Covid-19

L'art. 9, comma 1 del D.L. 137/2020 ha introdotto novità relativamente ai soggetti esonerati dal versamento del saldo IMU 2020:

“(…) in considerazione degli effetti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19, per l'anno 2020, non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU) di cui all'articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, concernente gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività indicate nella tabella di cui all'allegato 1 al presente decreto, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate”.

L’art. 5, comma 1 del D.L. 149/2020 ha esteso la platea di contribuenti esonerati dal versamento del saldo IMU 2020:

“(…) in considerazione degli effetti connessi all'emergenza epidemiologica da COVID-19, per l'anno 2020, non è dovuta la seconda rata dell'imposta municipale propria (IMU) di cui all'articolo 1, commi da 738 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, che deve essere versata entro il 16 dicembre 2020, concernente gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 2 al presente decreto, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate, ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della Salute adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del presente decreto”.